La cicala e la formica

Chi nulla fa, nulla ottiene.
La Cicala e la Formica - Esopo
La Cicala e la Formica, dal libro "The Aesop for Children", di Esopo - Project Gutenberg, etext 19994 - Illustrazione di Milo Winter (1886-1956)

Durante l’estate una cicala cantava posata su un filo d’erba, mentre sotto di lei una formica faticava per trasportare al sicuro nel suo formicaio i chicchi di grano.

Ogni tanto, la cicala, chiedeva alla formica: “Perché mai lavori tutto il giorno? Vieni qui con me, all’ombra dell’erba: starai al fresco e potremo cantare insieme“.

Ma la formica, continuavano a lavorare: “Devo preparare le provviste per l’inverno; quando la neve avrà ricoperto la terra, non resterà più nulla da mangiare.

La cicala non riusciva proprio a capire la formica. Del resto, l’estate era ancora lunga e di tempo per mettere da parte le provviste ce ne sarebbe stato fin troppo. Così continuò a cantare e l’estate finì.

Venne l’autunno: non c’erano più frutti in giro e la cicala vagava di qua e di là, sgranocchiando gli steli ingialliti dell’erba e qualche foglia ormai essiccata. Ma anche l’autunno finì: arrivò l’inverno e la neve coprì la terra. Non era rimasto più nulla da mettere sotto i denti.

La cicala batteva i denti dal freddo e aveva una gran fame. Un giorno, sotto la neve, raggiunse una casetta piccina; guardò dentro, passando accanto alla finestra e vide la formica che stava al calduccio riparata dalla neve, sgranocchiando i chicchi di grano che aveva messo da parte.

Infreddolita, la cicala bussò alla porta.

Chi bussa?
Sono la cicala; sto morendo di freddo e non ho più niente da mangiare“.
Mi ricordo di te: quest’estate, mentre io lavoravo duramente per prepararmi all’inverno, tu cosa facevi?
Ho cantato!
Hai cantato?” rispose la formica “E allora adesso balla!

Poi, chiuse la porta e lasciò al freddo la cicala.

Morale: Chi non fa niente, non ottiene niente. È per questo che è importante impegnarsi.

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